Capelli, Farmaci e Salute

Aspartame sicuro per il consumo umano

Il problema dei carcinogeni è emerso per la prima volta chiaramente circa 250 anni fa, con la polvere del carbone. Da allora è riemerso infinite altre volte, con dibattiti e scontri accesi, anche all’interno della stessa comunità scientifica.

Per esempio, nel 1958 la cosiddetta Clausola Delaney impegnò la Food and Drug Administration statunitense a “non approvare sostanze destinate a un impiego prima alimentare, poi anche terapeutico che si fossero rivelate cancerogene nell’uomo e nell’animale”. All’inizio non si tenne conto delle dosi e l’elenco delle sostanze bandite o sotto accusa si estese fino a incorporarne centinaia, per qualcuno addirittura migliaia. Bloccando o ritardando in questo modo l’impiego terapeutico di diversi farmaci salvavita, con la perdita in alcuni casi di migliaia di vite umane.

Finché la scienza fece autocritica, riscoprendo un principio antico quanto la medicina: la dose fa il veleno, non il farmaco in sé.

Siamo stati costretti a questa revisione critica soprattutto dalla forza delle cose, perché altrimenti avremmo finito con l’incriminare non solo sostanze in uso alimentare o medicinale da millenni, ma in alcuni casi addirittura presenti nel nostro organismo ed essenziali per il suo funzionamento: vitamine, aminoacidi ed elementi come il ferro coinvolto nella recente polemica sulle carni rosse e così via.

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